domenica 28 febbraio 2016

Lucio Dalla, 4 anni dopo...

E' pazzesco da dire, mi manca quasi come fosse stato uno di famiglia.
In effetti, mi fermo a pensarci e Lucio Dalla in casa mia c'è sempre stato.
Da quando ero piccolina.
Itaca, La casa in riva al mare, Il gigante e la bambina, Strade su strade... ricordo la puntina sul vinile, sento ancora il fruscio, forse avrò avuto 4/5 anni, non di più.
Mi ricordo che cantavo le sue canzoni ma che, fisicamente, quell'uomo peloso non mi piaceva proprio. Lo trovavo strano. Mi imbarazzava guardarlo.






Addirittura, qualche tempo dopo, già ero un pochino più grande... circa una decina di anni,
lo trovavo volgare. Figuriamoci, era il periodo di Disperato Erotico Stomp. Non lo capivo il testo.
Non lo capivo nemmeno da lontano però sentivo che non era il caso di chiedere molte spiegazioni.
Poi arrivò Banana Republic con De Gregori e fu amore.
Ricordo al mare, a Torvajanica, con Orietta e mamma (ancora non avevamo l'età per uscire da sole) al Mago del Gelato, mettevamo a ripetezione al Juke-Box  Stella di mare, La settima Luna, Anna e Marco e L'anno che verrà. 
E' vero, Lucio in casa mia c'è sempre stato.
Quando arrivarono canzoni come Futura, Cara, La sera dei Miracoli, Caruso... e tutti gli altri brani, erano arrivati anche gli anni di una consapevolezza diversa, non più di ragazzina... ma da adulta in grado di comprendere e scegliere quel suo modo particolare e unico di fare musica.
Quando fece il concerto a Roma, alle Terme di Caracalla, con Gianni Morandi e gli Stadio, gli organizzatori non prevedevano tanta affluenza e furono costretti a fare due concerti nella stessa sera.
Noi riuscimmo a prendere i biglietti per il secondo turno. Entrammo alle Terme di Caracalla che era quasi l'una di notte per uscire intorno alle 4 della mattina. Che spettacolo!
Non dimenticherò mai quella notte e nemmeno tutte le altre volte che l'ho visto in concerto.
Il suo modo di raccontarsi, la sua ironia, il suo essere sempre un bambinone.

Stupidamente, come ogni volta che perdi qualcosa di caro, ti rendi conto che non lo avevi messo in preventivo e che eri sicuro che l'avresti avuto accanto per tutta la vita.

Così è stato anche per Lucio.

...ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale...  
 Ecco, diciamo che senza la sua eccezionale normalità si vive lo stesso,
ma penso a tutto quello che avrebbe ancora potuto darmi  e mi girano le balle.




Con Amore.

Rita